L’albero di Natale, assieme al presepe, è uno dei simboli per eccellenza di queste festività. Ma quali sono le sue origini? Si narra che i Romani abbellivano le loro domus con fronde di pino e altri sempreverdi, regalandone un rametto come buon auspicio durante le Calende di gennaio, mentre tra i Celti, i sacerdoti e le sacerdotesse Druidi decoravano abeti e pini rossi, simboli di lunga vita, per le celebrazioni del giorno più corto dell’anno. I Vichinghi ritenevano che gli abeti avessero addirittura poteri magici poiché non perdevano le foglie neppure col rigido freddo del Nord Europa. Con l’avvento del Cristianesimo venne consolidata l’associazione abete-vita eterna. Si ha notizia di un albero fatto a Tallin nel 1441, un enorme abete eretto nella piana del Municipio intorno al quale danzavano i giovani in cerca dell’anima gemella. Vi è poi una cronaca dl 1570 di Brema che racconta l’addobbo di un albero, mentre una targa datata 1510, scritta in 8 lingue, a Riga, decreta che il primo albero di Capodanno è stato adornato in città.

Si deve allo scrittore tedesco Johann Wolfangang Goethe, l’inserimento dell’albero natalizio, per la prima volta, in un testo letterario, all’interno de: “I dolori del giovane Werther”.La tradizione continua a prosperare, mostrandosi oggi decisamente più sostenibile, con alberi a bassissimo impatto ambientale e certificati; abeti riportati in negozio una volta terminate le festività; abeti artificiali realizzati con materiale riciclato (plastica, cartone), oltre a quelli creativi, artistici e home-made.