Una ricerca firmata da Francesco Tombesi (Università di Tor Vergata), appena pubblicata su Scientific Reports ha appurato che la vita sulla Terra è stata resa possibile dalla sua distanza di sicurezza dal centro della galassia, luogo in cui il nostro pianeta non è stato colpito dalla radiazione ionizzante prodotta dal buco nero al centro della Via Lattea, che nella sua fase di massima attività avrebbe espulso l’atmosfera di pianeti terrestri e inibito la formazione di vita a distanze inferiori a 5mila anni luce dal centro galattico. Tombesi, in occasione della cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2017-2018 che si è tenuta questa mattina a Roma, ha anche parlato dei buchi neri e della loro classificazione in tre tipologie a seconda delle loro massa, stellari, intermedi e super massicci.
Quali sono le relazioni fra i buchi neri supermassicci e le galassie? Ci sono delle indicazioni, spiega il fisico: più è grande la massa del buco nero super massiccio al centro di ogni galassia, più è alta la velocità media con cui si muovono le stelle al centro della galassia.
