Le ragadi anali, sono piccoli taglietti che si formano a livello dell’orifizio anale, causate da un’eccessiva dilatazione durante il passaggio delle feci. La presenza di abbondanti terminazioni nervose rende il disturbo particolarmente doloroso e molto fastidioso. I sintomi si possono manifestare in tre precisi momenti: all’inizio, durante il passaggio delle feci dove il dolore può essere piuttosto acuto, successivamente c’è una fase di tranquilla, momento in cui il dolore può anche scomparire del tutto ma dopo circa 10 minuti ritorna più vivo che mai persistendo anche per ore. Dopo la defecazione può esserci un lieve sanguinamento, prurito e bruciore.
Tra i sintomi più frequenti ci sono senza dubbio fitte che diventano più intense al momento della defecazione, specie se sussiste stipsi, che è causa della patologia stessa. Anche sforzi troppo intensi possono causare questa patologia, ingestione di ossa di pollo, lische di pesce e residui alimentari provocano una lesione dell’ano. Insieme alla stipsi, anche la diarrea può causare ragadi, in quanto le feci assumono un pH alcalino. Tra le cause che determinano la formazioni delle ragadi, la scarsa igiene intima e alcune abitudini sessuali sono molto determinanti. Un parere medico è molto importante per escludere altre patologie come emorroidi, le neoplasie dell’ano e del retto, malattie infiammatorie e a trasmissione sessuale. Per curare le ragadi è utile partire da un alimentazione equilibrata, consumando alimenti ad alto contenuto di fibre e idratando costantemente l’organismo. Anche l’utilizzo di integratori di fibra sono utili per mantenere le feci morbide, tra questi ispaghula, metilcellulosa, crusca o gomma sterculia sono particolarmente indicati per queto disturbo.
I rimedi fitoterapici per la cura delle ragadi sono un miorilassante topico a base di erbe e altre pomate utili a guarire la lesione, ad esempio base di calendula. Attraverso un confronto con il medico e l’erborista; quest’ultimo potrebbe consigliare l’utilizzo della tintura madre di Paeonia officinalis, 30 gocce, 3 volte al giorno, con poca acqua. In alternativa, potete assumere il macerato glicerico di Aesculus ippocastanum, nella dose di 50 gocce, 3 volte al giorno, con poca acqua. Localmente si può utilizzare la tintura madre di Calendula, diluendone 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua e facendo poi dei lavaggi sulla zona interessata. Anche quella di Arnica, è indicata per spennellature locali. Sono utili anche delle toccature locali con Corylus avellana, macerato glicerico.
