Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle allergie al nichel, il fenomeno riguarda entrambi i sessi anche se le donne sono più soggette a questa intolleranza o infiammazione. Le reazioni allergiche derivano sia dal contatto con prodotti che contengono nichel, ad esempio bigiotteria, capi d’abbigliamento, prodotti cosmetici e prodotti per l’igiene personale e della pulizia della casa, sia dall’assunzione di questa sostanza attraverso una dieta alimentare. La presenza del nichel può trovarsi anche negli oggetti di uso comune, per esempio cellulari e stoviglie, sigarette, alimenti, soprattutto quelli conservati nella lattine, ma anche frutta secca, cereali, legumi e diversi tipi di frutta e verdura. Tale elemento si trova praticamente ovunque, i sintomi più comuni sono: dermatite da contatto, che consiste in lesioni cutanee non necessariamente localizzate nelle zone che entrano a contatto con il nichel. Questi sintomi si manifestano solitamente entro le 12/48 ore dall’esposizione al nichel. Possono comparire anche rossori, prurito e piccole pustole nelle zone entrate in contatto con materiale contenente nichel. Un altro sintomo di allergia al nichel è la disidrosi, cioè la formazione di minuscole bollicine di liquido sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi, che si aprono causando l’esfoliazione di sottilissimi strati di pelle. Altri sintomi che si possono manifestare sono astenia e senso di pesantezza, mal di testa, nausea, vomito, malessere generalizzato, gonfiore addominale, infiammazioni a carico del cavo orale e problemi respiratori.
L’organismo delle persone allergiche, quando entra in contatto con tale sostanza, la riconosce come estranea e viene dunque scatenata una reazione infiammatoria, caratterizzata dal forte rilascio di istamina. Il disturbo può manifestarsi più intensamente duramente la stagione estiva, poiché la sudorazione può amplificare e accelerare la reazione allergica.
