Un’antica leggenda celtica, legata al solstizio d’inverno, è quella avente per protagosti re Quercia e re Agrifoglio. Il Re Quercia, che ha una connotazione più dinamica e attiva, è legato alla parte crescente dll’anno, alle giornate che si allungano, al risveglio della natura, alla crescita, all’energia mossa verso l’esterno. Al contrario, re Agrifoglio , più anziano e saggio, governa la parte calante dell’anno, caratterizzata da giorni più corti, notti più lunghe, dal tempo della maturazione, del ripiego, dell’energia volta verso l’interno. Giunti ai tempi del solstizio, i due re si dichiarano lotta per sapere chi avrebbe governato l’altra metà dell’anno. Durante il solstizio d’inverno, in particolare, è il re Quercia a prevalere sul re Agrifoglio. Nel momento in cui la forza dell’avversario è al culmine (notte più lunga dell’anno), comincia, però, il suo declino, lasciando spazio al ritorno della luce, del sole e dell’estate.

Si tratta, dunque, di due facce che rappresentano la dinamica vita-morte-rinascita, con riferimento alla ciclicità della vita naturale e spirituale.
In alcuni miti si dice che la forza sconfitta dimori, nei sei mesi successivi, presso la dea Arianrhod.