Accordo per proteggere le 4 specie di coralli del Mediterraneo a rischio estinzione

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I 22 membri dell’Accordo di Barcellona, dipendente dall’ONU, hanno raggiunto un accordo per includere il corallo giallo, il corallo a cresta di gallo, il corallo candelabro e il corallo bambù come specie in pericolo o minacciate del Mediterraneo. Questa decisione, su proposta della Spagna, contribuirà alla conservazione della fauna che vive e dipende da questi giardini di coralli.

Il corallo bambù è considerato esclusivo del Mediterraneo. Si stima che la sua popolazione sia diminuita dell’80% in cento anni. Il suo decino influisce su molte specie di pesci e gamberi ad esso associate, come il merluzzo, che lo utilizza come zona di riproduzione.

Il corallo giallo e il corallo candelabro sono rispettivamente in pericolo e vulnerabile. Soffrono dell’impatto di tecniche di pesca aggressive sul fondale  marino. Il corallo giallo si trova a 800 metri di profondità e le sue comunità possono arrivare ad un metro di altezza.

Il corallo a cresta di gallo è considerato in pericolo e si calcola che la sua popolazione si sia dimezzata negli ultimi 60-70 anni. Gli esperti affermano che questa diminuzione non si può fermare senza adottare misure per la conservazione del corallo, che vive a profondità tra i 200 e i 1.200 metri.

“Tutti questi coralli si trovano a rischio di estinzione e la loro inclusione come “in pericolo” o “minacciati” è un grande passo in avanti per la conservazione del Mediterraneo. A partire da ora, le specie di coralli di profondità più emblematiche sono legalmente protette dal piano internazionale, vitale per gli ecosistemi marini”, ha spiegato Ricardo Aguilar, direttore di Scienza del gruppo conservazionista Oceana in Europa.

Nella stessa riunione, i ministri e i delegati hanno firmato una dichiarazione ministeriale che stimola una maggiore conservazione marina nel Mediterraneo. La Dichiarazione contiene accordi per il bacino del Mediterraneo per una migliore gestione dei rifiuti marini e per l’ottenimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. Invita anche le parti contraenti ad accelerare la creazione di aree marine protette nel Mediterraneo.

“Uno dei modi più efficaci per proteggere le specie di profondità vulnerabili o minacciate di estinzione è dichiarare più aree marine protette. Attualmente, solo il 7% del Mediterraneo è protetto e la Dichiarazione è un’opportunità affinché i paesi della zona passino dal “detto al fatto” e raggiungano gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU per gli oceani”, ha aggiunto Aguilar.