Estendendosi per circa 40.000 km in una forma a ferro di cavallo che circonda l’Oceano Pacifico, l’Anello di Fuoco è la dimora di alcune delle forze più potenti, imponenti e letali viste sul nostro pianeta. Le violente energie geologiche che hanno dato alla regione il suo nome minaccioso spiegano quasi il 90% dei terremoti del mondo. Nella regione troviamo anche i tre quarti di tutti i vulcani del mondo, attivi e inattivi, che costellano le coste del Pacifico, serpeggiando nei mari occidentali dall’America del Sud all’Oceania.
Nell’Anello di Fuoco possiamo trovare oltre 450 vulcani, generati dalle lente ma intense pressioni dei movimenti della placca continentale nelle profondità della superficie terrestre. Ma qual è la forza trainante dietro all’attività sismica di questa regione?

Questi tipi di eventi sono causati dalle interazioni delle placche nelle zone di subduzione, dove le placche oceaniche convergono e scivolano sotto le placche continentali. Le placche convergenti sono bloccate con forza e costruiscono lentamente la loro energia in un esteso periodo geologico. Quando le pressioni diventano troppo forti, le placche bloccate si rompono violentemente e creano potenti terremoti nelle zone circostanti.
Il vulcanologo John Ewert, dell’USGC Cascades Volcano Observatory, ha dichiarato che ci sono circa 80 eruzioni vulcaniche ogni anno e che, mentre molte eruzioni sembrano verificarsi simultaneamente in diversi punti dell’Anello di Fuoco, questo in realtà è il risultato del sistema dinamico all’opera. È come se fosse tutto parte di un sistema. Troverebbero, dunque, una spiegazione le recenti e contemporanee eruzioni del Vulcano Mayon, nelle Filippine, dell’isola vulcanica Kadovar, nella Papua Nuova Guinea, del Vulcano Kusatsu-Shirane in Giappone.
Ewert ha spiegato che ci sono molti vulcani attivi e inattivi nell’Anello di Fuoco e che un vulcano può restare inattivo per centinaia o addirittura migliaia di anni, prima di riattivarsi e avere un altro periodo di attività. Ecco come ha concluso: “Noi siamo uomini e viviamo circa 70-80 anni. Ma ci sono sistemi che hanno centinaia di migliaia di anni”.