Se siete ad Oswiecim, a circa 60 km di Cracovia, non potete non visitare, almeno una volta nella vita Auschwitz-Birkenau. Parliamo del più grande campo di concentramento, lavoro forzato e sterminio costruito dai Nazisti per la soluzione finale della questione ebraica. Fondato il 20 maggio del 1940, iniziò la sua spietata attività di morte il 14 giugno 1940 e al suo interno vennero imprigionate circa 20.000 persone, bimbi compresi. Ricavato da vecchie caserme dell’esercito polacco, era scandito da ritmi lavorativi spiegati. I nuovi arrivati venivano sottoposti a un periodo di isolamento in uno o più blocchi, baracche o tende, contenenti centinaia di persone, dormendo gli uni accanto agli altri su pagliericci che, al mattino, dopo la sveglia, andavano raccolti e sistemati in un angolo della camerata. Solo a fine febbraio 1941 furono forniti i primi letti di legno a tre piani. I locali sanitari comuni erano situati al pian terreno anche se inizialmente migliaia di prigionieri utilizzavano solo due pozzi che fornivano acqua per lavarsi, soddisfacendo i bisogni fisiologichi nelle latine all’aperto.

Articolato era il sistema punitivo. Tra le pene: divieto di spedire e ricevere lettere, addestramenti forzati, lavoro durante il tempo libero, privazione del pranzo nei giorni di lavoro, fustigazione anche pubblica, sino alla punizione del palo in cui il prigioniero veniva legato con le mani dietro le spalle al palo). !Il visitatore osserva le vestigia di questo campo e medita : da qualunque Paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui ha visto qui le tracce, non dia un nuovo seme, né domani né mai”… queste le parole di Primo Levi rivolte a chi decide di recarsi in un campo di sterminio nazista.