Secondo una ricerca dell’American Heart Association, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, negli ultimi anni si è ridotto l’effetto weekend: si tratta dell’effetto per cui si è rilevato che di notte o nel fine settimana si muore di più in ospedale se si hanno attacchi di cuore, ma rimangono differenze nella mortalità. Il c.d. “effetto weekend” è stato documentato da diversi studi, e si riferisce gli attacchi cardiaci ma a eventi come ictus ed embolie polmonari.
I ricercatori hanno confrontato i dati sulla mortalità per arresto in 470 ospedali degli Stati Uniti con riferimento agli anni 2000 e 2014, per oltre 140mila pazienti, osservando un miglioramento.
“La differenza non si manifesta durante la fase in cui il paziente viene rianimato, che ha una mortalità costante, ma nel periodo successivo. La minore disponibilità di staff, i cambiamenti di turno che portano i pazienti ad essere seguiti da personale che non li conosce e la minore prontezza quando si lavora di notte sono tutte possibili cause del fenomeno“, l’autore principale, Uchenna Ofoma della Temple University.
