Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno creato un impianto sottile come un capello che può rilasciare gocce di medicinali all’interno del cervello attraverso un controllo remoto e con estrema precisione. Finora è stato testato solo su animali, ma il dispositivo potrebbe segnare un nuovo approccio al trattamento delle malattie cerebrali, riducendo potenzialmente gli effetti collaterali poiché mira ai soli circuiti che necessitano di cure.
Sono necessarie cure più forti e più sicure per i disturbi cerebrali che vanno dalla depressione al Parkinson. Portare dei medicinali dentro il cervello, superando la barriera emato-encefalica, è difficile. È ancora più difficile raggiungere le sue strutture più profonde. Le pastiglie e i farmaci per endovena possono attivare effetti collaterali perché colpiscono intere regioni del cervello. Così i dottori hanno cercato di inserire dei tubicini nel cervello per pompare i farmaci più vicino alla regione-obiettivo, ma questo creava rischi di infezione e non è ancora un metodo preciso.

L’ago è collegato a due piccole pompe programmabili che contengono i farmaci. L’impianto è stato ribattezzato MiNDS per il suo sistema miniaturizzato di rilascio di farmaci neurali. Le pompe possono essere riempite con un’iniezione e, se sono necessari più di due farmaci, altre riserve possono essere aggiunte come in una cartuccia di inchiostro per stampanti.
Nonostante siano ancora necessari ulteriori test prima che un sistema simile possa essere provato sulle persone, i ricercatori credono che questo tipo di strumenti sia importante per la ricerca grazie al riscontro sulle reazioni dei neuroni a differenti sostanze.