Nanga Parbat, il padre di Tomek Mackiewicz: “Sono sconvolto dal fatto che sia stato lasciato lassù”

Dopo aver raggiunto Elisabeth Revol, gli scalatori Denis Urubko e Adam Bielecki hanno deciso di scendere insieme all’alpinista francese, gravemente colpita da congelamenti ai piedi che le impedivano di camminare. I due soccorritori sono stati costretti a rinunciare all’idea di continuare la loro scalata verso Tomek Mackiewicz, bloccato a oltre 7.000 metri di quota, con gravi problemi di mal di montagna, cecità da neve e congelamenti.

Il tempo e l’altitudine avrebbero esposto la vita dei soccorritori a un pericolo estremo. È una decisione difficile e dolorosa. Siamo molto tristi. I nostri pensieri vanno agli amici e alla famiglia di Tomek. Stiamo piangendo“, ha scritto su Facebook Ludovic Gambiasi, la principale fonte di informazioni su ciò che stava succedendo sul Nanga Parbat in questi giorni, ponendo fine alle speranze che la squadra di soccorso possa compiere un miracolo.

nanga parbatEra la settima volta che Tomek Mackiewicz tentava la scalata del Nanga Parbat in inverno. Al momento risulta disperso, ma i suoi parenti credono che sia ancora vivo. Fino ad ora, il destino lo ha sempre favorito e lui ha vinto. Witold Mackiewicz, padre di Tomek, non vuole rassegnarsi all’idea di aver perso suo figlio e spera che lui possa tornare a casa: “Sono sconvolto dal fatto che Tomek sia stato lasciato lassù e che l’operazione di salvataggio sia stata interrotta. Il problema non erano i costi”. Il padre di Tomek crede nella forza e nella resistenza del figlio, lo definisce un uomo duro, e per questo continua a nutrire la speranza di poterlo riavere a casa.

Gli abitanti di Dzialoszyn, dove Tomek viveva, sono passati dalle preghiere per il successo dell’operazione di salvataggio a quelle per l’alpinista polacco ancora imprigionato sul Nanga Parbat. E anche se le previsioni non sono favorevoli, i residenti di Dzialoszyn credono che presto le operazioni di salvataggio potranno essere ripristinate e sperano ancora in un miracolo.