Nanga Parbat, partita l’operazione di salvataggio ma il tempo estremo rende tutto più difficile: Elisabeth e Tomek lottano per sopravvivere

Mentre tentavano l’ennesima scalata invernale del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo con i suoi 8.126 metri s.l.m, in Pakistan, l’alpinista francese Elisabeth Revol e l’alpinista polacco Tomek Mackiewicz hanno incontrato delle difficoltà durante la discesa. Tomek sarebbe stato vittima di gravi congelamenti e di cecità da neve sul versante Diamir e non sarebbe in grado di muoversi.

Dopo essere rimasti bloccati entrambi a 7.400 metri e aver chiamato i soccorsi, Elisabeth è riuscita a far scendere il compagno di cordata fino a 7.238 metri e a metterlo al riparo sotto una tenda. La donna ha poi ripreso la sua discesa e, secondo la sua ultima comunicazione, sarebbe ancora in movimento intorno ai 6.670 metri, altitudine in cui si affrontano le principali difficoltà dell’itinerario. Il problema principale della sua discesa è che è sprovvista di tenda e sta seguendo la via più diretta, che però non avevano preso al momento della salita.

Le ambasciate di Francia e Polonia hanno garantito un’operazione di salvataggio che prevede che una squadra di quattro alpinisti sia lasciata il più in alto possibile (nel migliore dei casi intorno ai 6.000 metri) da due elicotteri, affinché riescano a raggiungere e accompagnare giù Elisabeth e Tomek. Tuttavia, Adam Bielecki, uno dei quattro alpinisti che fa parte della spedizione di salvataggio, ha ammesso che un gruppo di salvataggio di quattro persone nelle attuali condizioni meteo ha quasi zero possibilità di raggiungere Mackiewicz, che si trova troppo in alto, mentre ci sono possibilità di raggiungere Elisabeth, che sta lentamente scendendo. La donna nella sua ultima comunicazione ha dichiarato di avere le dita dei piedi congelate.

nanga parbatKarrar Haidri, segretario della Federazione Alpina del Pakistan, si è dichiarato ottimista sulle possibilità di sopravvivenza dei due alpinisti: “Mentre c’è la possibilità di valanghe in inverno, la più grande minaccia è creata del tempo estremo, che provoca temperature estremamente basse e venti che possono raggiungere i 100 km/h”. Ha aggiunto che in condizioni meteo estreme e con poco cibo, gli scalatori hanno una finestra di sopravvivenza di 30-40 ore.

Sul Nanga Parbat il vento sta soffiando a 100 km/h e la temperatura è di -60° C. Secondo quanto riportato dai media pakistani, oggi è l’unico giorno in cui si può provare ad effettuare l’operazione di salvataggio, poiché sono attesi 5 giorni di tempesta sul Nanga Parbat a partire da domenica 28 gennaio. I due elicotteri si sono spostati da Skard alla base del K2 alle 9 del mattino (ora locale) per prelevare la squadra di salvataggio e poi dirigersi verso la montagna.

Tomek ha cercato di scalare la montagna per quasi 8 anni, mentre Elisabeth per quasi cinque. Tomek in 5 diverse occasioni era riuscito a superare i 7.000 metri, raggiungendo il suo punto più alto di 7.800 metri, a soli 300 metri dalla cima. Ma ogni volta, in un modo o nell’altro, la montagna li ha ostacolati.