Ricerca: chi parla nel sonno usa un linguaggio più negativo e con parolacce

Uno studio francese pubblicato su “Sleep” ha scoperto che chi parla nel sonno in genere utilizza un linguaggio più negativo, con più “no” e parolacce: nello studio condotto presso l’Hôpital Universitaire Pitié-Salpêtrière di Parigi è stato studiato il sonno di 230 volontari, per un totale di 900 registrazioni vocali. Nel 59% dei casi, le espressioni non erano intelligibili o non erano verbali. Tra quelle comprensibili, nel 24% dei casi il contenuto era negativo, nel 22% dei casi il linguaggio conteneva parolacce e nel 10% era presente la parola “no”.

Secondo gli studiosi potrebbe trattarsi di una manifestazione della “teoria della minaccia simulata”, secondo cui i sogni sono simulazioni che fanno affrontare alle persone minacce che potrebbero avvenire durante il giorno.