Tartufo: un fungo pregiato e ricco di virtù benefiche

Rinomato per gusto e pregiati, i tartufi, appartenenti alla famiglia delle Tuberaceae, sono funghi ipogei (che crescono sottoterra).Trai prodotti italiani che tutto il mondo ci invidia, bianchi o neri, hanno sorprendenti proprietà benefiche. Adatti nelle diete per il loro basso contenuto di grassi, ricchi di proteine, moderata fonte di carboidrati, sono privi di colesterolo (anzi, aiutano a ridurre il colesterolo totale). Ricchi di antiossidanti, contrastano i radicali liberi, stimolano la produzione di collagene, mantengono la pelle giovane, prevenendo le malattie degenerative cerebrali e i tumori.  Mineralizzanti, favoriscono l’eliminazione delle scorie prodotte dall’organismo, aiutano il lavoro degli organi filtranti (fegato e reni). In particolare, il fegato beneficia della componente proteica che favorisce la produzione di urea. In tal modo il metabolismo viene accelerato, così come i processi digestivi e di immagazzinamento dei nutrienti. I reni, invece, riescono a ripulire il sangue più facilmente.

I tartufi alleviano la ritenzione idrica, sono utili a chi soffre di cellulite e insufficienza nel funzionamento localizzato del sistema linfatico, prevengono infarti, ictus e malfunzionamento del sistema cardiocircolatorio. In estate facilitano l’abbronzatura, evitando la formazione di antiestetiche macchie più scure sulla pelle. Come consumarli? La regola aurea prevede di consumare il tartufo bianco rigorosamente crudo, mentre quello nero va bene anche cotto, senza esagerare.

Il tartufo bianco si gusta affettato sottilmente e adagiato sulla pietenza già bella cotta, mentre quello nero, cotto brevemente, può essere aggiunto alla preparazione di ripieni per pasta o sfornati, in abbinamento con formaggi delicati o cremosi. I tartufi freschi si utilizzano, in genere, come condimento per primi piatti, omelettes, carpacci di carne o pesce o per farciture e ripieni, mentre quelli conservati o lavorati (es. salse o patè già pronti) con uova a occhio di bue, su scaloppine o crostini caldi.