Le immagini satellitari e l’analisi dei dati geodetici confermano che c’è ancora una faglia attiva nel Belice: gli esperti osservano da tempo piccole fratture, sollevamenti del terreno e altre anomalie lungo una linea che da Castelvetrano conduce a Campobello di Mazara, tocca Capo Granitola e si allunga fino a mare.
I ricercatori dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Catania e delle universita’ di Palermo, Catania e Napoli da alcuni anni indagano sui fenomeni tellurici nella Valle. Dalla ricerca parte del progetto “Tettonica della Sicilia sudoccidentale”, coordinato da Mario Mattia, è emersa “l’esistenza di zone di taglio, che si sono mosse in tempi recenti, e anomalie nel tasso di sollevamento delle antiche linee di costa“, mentre altre indagini geodetiche hanno rivelato l’esistenza della faglia, “espressione superficiale di una importante compressione che avviene a livelli profondi in quella zona della Sicilia“.
Una conferma ulteriore dell’attività tettonica persistente è giunta dalle scosse registrate nella zona di Castelvetrano a partire dal 29 settembre dell’anno scorso.
