Tanta paura ma nessun danno dal terremoto di magnitudo 3.4 (ricalcolata dall’Istituto Nazionale di di Geofisica e Vulcanologia) registrato alle 04:48 di di oggi con epicentro a 2 km da Amatrice. La scossa è stata avvertita distintamente in tutta l’area del cratere del sisma del 2016.
La magnitudo era stata inizialmente calcolata in automatico, in base ai primi dati, in 3.6 (magnitudo locale): come sempre avviene, successivamente sono stati eseguiti ulteriori calcoli dai sismologi che hanno indicato la magnitudo in 3.4 (magnitudo momento).
La Crosta della Terra nel Centro Italia vibra dal 24 agosto 2016

La scossa odierna “non è un’anomalia” perché l’Appennino centrale “non ha mai smesso di tremare dal 24 agosto del 2016“, tanto che “da allora ad oggi abbiamo localizzato un totale di 83.400 scosse, solo dai primi di dicembre ad oggi sono state 1.382“, spiega all’Adnkronos Salvatore Stramondo, direttore del Centro Nazionale Terremoti, la sezione dell’Ingv che gestisce il Servizio di Sorveglianza Sismica sul territorio nazionale. La terra vibra in quelle zone, “nell’area di Camerino-Visso, scendendo verso Amatrice e poi giù fino a Campotosto ad una media di 30-40 scosse al giorno, di cui, da agosto 2016 ad oggi, tre scosse sono state superiori a magnitudo 3 come quella di stamattina ad Amatrice“. “Quella di stamattina non è una scossa anomala, sappiamo che l’Italia ha molte aree a rischio sismico“. Negli ultimi 100 anni “abbiamo registrato sismi importanti, penso, per citare solo alcuni, a quello della Calabria del 1905, quello della Marsica nel 1915, poi è stata scossa l’Irpinia nel 1980 e infine i più recenti“. “Sappiamo tutto, sappiamo dove si verificheranno terremoti, sappiamo quali sono le aree più a rischio, sappiamo cosa sta accadendo sotto l’Appennino centrale, ma continuiamo a realizzare troppo poco per la prevenzione“.