As You Sow, organizzazione non profit, e Corporate Knights, azienda di prodotti multimediali, di ricerca e di informazioni finanziare, hanno pubblicato la classifica Clean200, un ranking delle 200 migliori società quotate in borsa in tutto il mondo sulla base dei loro ricavi totali derivanti dall’energia pulita secondo le valutazioni della Bloomberg New Energy Finance (BNEF). Nella classifica dominano le società cinesi, 68, seguite da quelle americane, 35. Giappone (21), Corea del Sud (7) e India (7) risultano tra i primi 6 paesi, mentre a livello europeo spiccano Germania (9), Svezia (5), Regno Unito, Danimarca, Irlanda, Spagna (tutte con 4 società a testa), più Olanda, Svizzera e Francia.
Bisogna scorrere fino al 58° posto per trovare l’unica società italiana citata nella classifica. Questo dato fa capire come le società italiane quotate in borsa non traggano ricavi dall’energia pulita e come, in linea più generale, l’Italia non sia tra i Paesi più impegnati sul fronte della finanza sostenibile.

Andrew Behar, CEO di As You Know, dichiara: “Le forze di mercato continuano a mostrare che la nuova economia energetica non è solo un settore in crescita, ma continua a migliorare le performance dell’energia che si basa sui combustibili fossili. Stiamo assistendo alla “Grande Transizione” che è stata prevista”. Mentre le performance delle riserve di combustibili fossili ristagnano, l’energia pulita sta decollando. Il mondo in questo momento sta aggiungendo il doppio della capacità di energia pulita rispetto a carbone, petrolio e gas insieme, secondo la BNEF, ed entro il 2030 si aggiungerà il 70% di capacità di energia globale rinnovabile.
Niente di tutto questo lascia presagire una fine imminente dell’era dei combustibili fossili, ma suggerisce una sua fine come mercato di crescita a lungo termine e l’inizio di un’espansione di lungo periodo della domanda di energia pulita.