Un’imponente revisione di studi (condotta da Robert Clarke, epidemiologo presso la University of Oxford, i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA Cardiology) ha concluso che gli integratori di grassi omega-3 non hanno alcuna funzione protettiva per il cuore, come invece si riteneva in passato: la loro assunzione non riduce il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari o di morire per il medesimo motivo. Viene quindi escluso l’effetto protettivo.
Sono state studiate 77.917 persone con problemi cardiovascolari o ad alto rischio di soffrirne e l’assunzione di omega-3, da un minimo di 226 a un massimo di 1.800 milligrammi al giorno.
Secondo questa nuova revisione i dati riesaminati non fanno emergere una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari come l’infarto o del rischio di morte per lo stesso motivo.
