Dalla decodifica e dall’analisi preliminare del registratore vocale dell’Antonov An-148, precipitato fuori Mosca lo scorso 11 febbraio, viene confermato quanto emerso dallo studio dell’altra scatola nera, contenente i dati di volo parametrico: il sito web dell’autorità aeronautica russa ha reso noto che i dispositivi mostravano informazioni errate sulla velocità di volo.
Dalla decodifica della registrazione di bordo (la prima scatola nera analizzata) dell’An-148, era già emerso che i piloti non riuscivano a comprendere la causa dei problemi nel determinare la velocità dell’aereo. Il quotidiano Kommersant ha riportato che all’inizio della registrazione si potevano sentire i piloti mentre leggevano la scheda di controllo, attivando e controllando il funzionamento dei vari dispositivi. Dopo il decollo, i piloti hanno scoperto che gli indicatori di velocità sui loro display dicevano cose diverse: hanno cercato di risolvere il problema aumentando la velocità, ma l’aereo si è inclinato verso terra. La collisione con la superficie è avvenuta tra le grida inarticolate dei piloti.
L’Antonov-148 precipitato con a bordo 71 persone era integro quando si è schiantato al suolo, non era in fiamme (come inizialmente riferito) e “l’esplosione si è verificata dopo l’impatto a terra“, ha spiegato la portavoce del Comitato Investigativo russo.
L’incidente si è verificato nel distretto di Ramenski, circa 70 km a Sud-est di Mosca, vicino al villaggio di Stepanovskoye. Sono morti 65 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Il velivolo è scomparso dagli schermi radar alle 12.28 ora di Mosca, quattro minuti dopo il decollo verso Orsk, città degli Urali al confine con il Kazakistan. L’aereo di linea, un Antonov An-148 della compagnia Saratov Airlines, entrato in servizio nel 2010, si è schiantato poco dopo essere decollato dall’aeroporto di Domodedovo.

L’ultimo incidente mortale di un aereo in territorio russo risale al 24 dicembre 2016, quando un Tupolev Tu-154 appartenente al Ministero della Difesa si è schiantata poco dopo essere partito da Adler alla volta della base aerea russa di Hmeimim, in Siria. Tra le vittime c’erano oltre 60 membri del coro dell’Armata Rossa e il direttore artistico Valerij Khalilov.
