Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali comunica in data 13 febbraio 2018 l’obbligo di indicazione dell’origine della materia prima in etichetta sia per il riso che per la pasta secca alimentare. Sono entrati in pieno vigore, infatti, i decreti firmati dai ministri alle Politiche agricole, Maurizio Martina e allo Sviluppo economico, Carlo Calenda che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro e semplice riportato sulle confezioni. In questo modo si spera di ottenere un calo delle importazioni dai paesi extra UE, proteggendo il made in Italy e puntando sulla massima trasparenza delle informazioni riportante in etichetta. Un’informazione utile ai consumatori per poter scegliere in maniera informata e consapevole, valorizzando e tutelando anche il lavoro dei produttori italiani.
La trasparenza deve essere una battaglia comune, da condurre con tutta la filiera anche in Europa, afferma il ministro Martina. Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente le seguenti tre diciture riportate in etichetta:
- Paese di coltivazione del grano: nome del paese nel quale il grano viene coltivato;
- Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: paesi Ue, paesi non Ue, paesi Ue e non Ue; se invece il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri paesi Ue e/o non Ue”.
Per il riso vale la stessa dicitura ovvero:
- Paese di coltivazione del riso;
- Paese di lavorazione;
- Paese di confezionamento.
Se le tre fasi avvengono nello stesso paese, per esempio l’Italia, è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia”. Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: paesi Ue, paesi non Ue, paesi Ue e non Ue. Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
