L’orticaria da freddo, che raggiunge il suo picco nel periodo invernale, è una reazione cutanea scatenata dall’esposizione a temperature molto basse, neve e ghiaccio. Nonostante si tratti di disturbo tipicamente invernale, può verificarsi anche in estate, toccando alimenti refrigerati, bevendo bevande ghiacciate, esponendosi all’aria condizionata o lavandosi con acqua fredda. L’orticaria da freddo ha caratteristiche particolari: i pomfi pruriginosi hanno un aspetto puntiforme e, almeno in una prima fase, sono limitati alla parte esposta alle basse temperature. Altra caratteristica è il fatto che le manifestazioni sono più persistenti rispetto ad altre reazioni orticarioidi (in genere, durano più di 24 ore), attenuandosi nelle ore notturne. Diagnosticare un’orticaria da freddo non è difficile. Si può effettuare anche in casa un semplice test, utilizzando un cubetto di ghiaccio: il cosiddetto test di provocazione.
Basta appoggiare sull’avambraccio un cubetto di ghiaccio e tenerlo in posa per circa 5 minuti. Se si soffre di questa forma di orticaria, allora compariranno sulla pelle dei pomfi arrossati. Come si cura l’orticaria da freddo? Nei casi meno seri si risolve da sé, con il passare dei giorni e senza bisogno di trattamenti particolari, a patto di resistere alla tentazione di grattarsi poiché grattandosi non si fa che peggiorare e allungare il decorso dell’orticaria. Se, però, la sintomatologia è significativa e il prurito insopportabile, allora è il caso di intervenire farmacologicamente, consultando un dermatologo per farsi prescrivere degli antistaminici. A volte sono necessari anche dei farmaci corticosteroidi.
Come prevenirla? Occorre coprirsi in modo adeguato, proteggendo bene la pelle. soprattutto quella delle mani e del viso, le zone più esposte e sensibili, con sciarpe, cappelli, guanti e vestiti davvero caldi e coprenti. Su viso e mani è bene stendere una buona crema protettiva, prima di uscire di casa. Vanno anche evitati il più possibile gli sbalzi di temperatura: a questo scopo è consigliabile vestirsi a strati (così da potersi spogliare negli ambienti riscaldati, per poi ricoprirsi quando si esce e non subire così lo sbalzo) o in estate portarsi sempre dietro un maglioncino per proteggersi dall’aria condizionata, soprattutto quando ci si accorge che è molto alta. Tra i rimedi naturali per trattare i casi meno gravi: impacchi o bagni con acqua rigorosamente tiepida con farina d’avena e bicarbonato. gel all’aloe vera oppure una crema alla calendula, dalla nota azione lenitiva, da stendere sulla zona pruriginosa; impacchi con garze imbevute di latte. L’ideale è tenerle un po’ in frigorifero prima di applicarle: fredde aiuteranno ad attenuare maggiormente il prurito.