L’ibuprofene, farmaco di largo uso e consentito in gravidanza, potrebbe determinare alcune conseguenze se assunto nei primi tre mesi di gestazione: secondo una ricerca condotta su cellule umane in laboratorio da esperti dell’università di Edimburgo, pubblicata sulla rivista “Human Reproduction”, può comportare un effetto negativo sulla futura fertilità del feto, se di sesso femminile, ed in particolare potrebbe ridurre il numero di ovociti.
“Sappiamo che i tassi di fertilità sono diminuiti negli ultimi anni, e in sostanza stiamo cercando una potenziale spiegazione“, ha spiegato Rod Mitchell, coautore della ricerca. “Poiché si tratta di un declino relativamente recente, si ritiene che fattori ambientali, incluso l’uso di medicinali, oltre a fattori sociali, possano avere un ruolo importante“.
Gli esperti sono giunti alla suddetta conclusione esaminando l’impatto dell’ibuprofene sullo sviluppo delle ovaie e studiando campioni di tessuto ovarico prelevato da 185 feti umani all’età gestazione di 7-12 settimane.
Gli esperti avvertono comunque che la situazione nell’organismo umano potrebbe differire da quella del laboratorio.
Le indicazioni per le donne in stato di gravidanza non cambiano: possono assumere antidolorifici, ma solo quando necessario e alla dose più bassa, per il minor tempo possibile.
