Uno studio effettuato da ricercatori italiani dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa, pubblicato sulla più prestigiosa rivista scientifica di cardiologia, “Circulation”, ha mostrato che il dosaggio ematico con metodiche ad alta sensibilità di una proteina cardiaca – la troponina T, di norma impiegata per la diagnosi di infarto miocardico acuto – è anche in grado di fornire agli specialisti un potente strumento di predizione del destino dei pazienti affetti da scompenso cardiaco.
Il progetto è riuscito ad analizzare i dati di 9289 pazienti grazie a 11 studi europei e americani. Attraverso metodi statistici avanzati, come la meta-analisi eseguita sui dati singoli, ha stabilito per la prima volta i valori di soglia di rischio (18 ng/L) nel livello della troponina T, da utilizzare per orientare la decisione clinica. Il dosaggio di questa proteina cardiaca con metodica ad alta sensibilità permette di adattare la strategia terapeutica sulla base del rischio individuale di ogni paziente e di prevedere l’evolversi della patologia.
La ricerca è stata realizzata dai cardiologi Michele Emdin, Claudio Passino, Alberto Aimo, Giuseppe Vergaro e dallo statistico Andrea Ripoli ed è frutto di un progetto collaborativo internazionale ideato e coordinato dai ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna.
