“Quando si attivano i soccorsi bisogna tentare tutto quello che è possibile, se mancano i protocolli si improvvisa, ma nell’improvvisazione possono accadere cose che non vanno assolutamente bene, come la mancata attivazione degli elicotteri che avrebbero potuto evitare ritardi nei soccorsi di Rigopiano“: lo ha dichiarato Giovan Battista Marcheggiani, presidente dell’Insfo-Protezione Civile nella seconda inchiesta giornalistica realizzata da Ezio Cerasi di Tgr Abruzzo in riferimento al mancato utilizzo degli elicotteri del 15° stormo dell’Aeronautica Militare per gestire i soccorsi per la valanga che distrusse l’hotel Rigopiano. Secondo Tgr Abruzzo l’intervento aereo avrebbe potuto anticipare di molte ore i soccorsi. In una nota ufficiale il Dipartimento della Protezione Civile sottolinea “le complesse condizioni meteo” del giorno della tragedia e la necessità di “non compromettere ulteriormente lo scenario già estremamente critico“.
Secondo le valutazioni di diversi piloti del Sar (Search and Rescue), dei vigili del fuoco e delle forze di polizia contenute nell’inchiesta, “la maggiore insidia era rappresentata dal ghiaccio, le condizioni erano critiche ma in lento miglioramento dalle 19. Solo l’HH 101 Caesar dell’Aeronautica avrebbe potuto tentare la missione perché dotato di sistemi antighiaccio a protezione totale dell’elicottero“.
Per Marcheggiani la missione si poteva tentare perché le valutazioni “spettano solo al pilota che decide se portarla a termine“. Secondo l’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Pasquale Preziosa, “il Sar non rifiuta mai una richiesta di soccorso, i piloti si alzano sempre in volo“.
Dal 1964 ad oggi gli equipaggi del 15° stormo dell’Aeronautica hanno salvato oltre settemila persone.
