19 marzo, San Giuseppe: ecco la vita del padre putativo di Gesù

Conosciamo davvero poco su San Giuseppe, padre putativo di Gesù. Di lui sappiamo che forse nacque a Betlemme. Secondo Luca sarebbe stato figlio di Eli, mentre per Matteo figlio di Giacobbe. Dal temperamento umile, mite, devoto, secondo la tradizione, era un falegname ed abitava a Nazareth, nonostante il termine greco tekton indicava, più esattamente, chi lavora nell’edilizia con materiali pesanti (legno e pietra). All’età di circa 30 anni, San Giuseppe venne convocato dai sacerdoti al tempio, con altri scapoli della tribù di Davide per prendere moglie. Giunti al tempio, i sacerdoti posero a ciascuno dei pretendenti un ramo, comunicando loro che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avesse sviluppato un germoglio (“Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice”, Isaia). Solo il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo, destinato dal Signore alla Santa Vergine.

Maria a 14 anni venne data in sposa a Giuseppe. Tuttavia, continuò a dimorare nella casa di famiglia a Nazareth di Galilea per un anno… tempo richiesto presso gli Ebrei tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Proprio in quel luogo, ricevette l’annuncio dell’Angelo e accettò, dicendo: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. In seguito all’Annunciazione, Giuseppe si ritrovò in una situazione delicata, dovendo decidere cosa fare di una sposa rimasta incinta e ancora illibata. In un primo momento, come riporta Matteo, Giuseppe, suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di allontanarla in segreto.

Poi un Angelo gli apparve in sogno ed egli accettò la volontà divina, assumendosi le sue responsabilità come sposo e padre. Quando e come morì Giuseppe? Certamente prima che Gesù iniziasse la sua vita pubblica. Come sia morto non si sa. Secondo i Vangeli Apocrifi, morì a 111 anni, colpito da una malattia, tra le braccia di Gesù e Maria, nel modo più sereno possibile, circondato dalle persone che gli erano care…cosa, questa, che lo ha reso “patrono della buona morte”.