Per il secondo anno consecutivo, il numero delle centrali a carbone in fase di sviluppo in tutto il mondo è diminuito considerevolmente nel 2017, guidato dai notevoli cali in Cina ed India, secondo un nuovo rapporto rilasciato oggi da Greenpeace, Sierra Club e CoalSwarm.
I risultati del rapporto includono un calo del 28% delle centrali a carbone appena completate rispetto all’anno precedente (41% negli ultimi due anni), un calo del 29% nella costruzione di centrali a carbone rispetto all’anno precedente (73% negli ultimi due anni) e un calo del 22% delle autorizzazioni e della pianificazione delle centrali (59% negli ultimi due anni).
Le ragioni del continuo declino delle centrali a carbone includono l’inasprimento delle restrizioni sui nuovi progetti degli impianti da parte delle autorità centrali cinesi e un ampio ritiro dai finanziamenti al carbone dai capitali privati in India. La costruzione di centrali a carbone in India è ferma in 17 siti.

Nonostante questo declino, però, il rapporto avvisa che le emissioni previste delle centrali a carbone esistenti oggi continueranno a superare il limite di carbonio necessario per rispettare l’Accordo di Parigi sul clima. Per mantenere le emissioni di carbonio entro questo limite, si dovrà porre fine ad ulteriori costruzioni e le centrali esistenti dovranno essere ritirate più rapidamente.
Ted Nace, direttore di CoalSwarm, ha dichiarato: “Dal punto di vista della salute e del clima, la tendenza verso un declino delle centrali a carbone è incoraggiante, ma non sta avvenendo abbastanza velocemente”. L’inquinamento creato dalle centrali a carbone è responsabile di centinaia di migliaia di morti premature all’anno a livello mondiale.