Con la Domenica delle Palme, detta anche Domenica della Passione del Signore, celebrata da cattolici, ortodossi e protestanti, si dà il via alla Settimana Santa. Essa, come noto, ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Il racconto dell’ingresso del Signore a Gerusalemme è presente in tutti e quattro iVangeli, seppur con alcune varianti. Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi o fronde prese dai campi; Luca non ne fa menzione; Giovanni non parla di palme. L’episodio fa richiamo alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la festa delle campane, in occasione della quale i fedeli, arrivati in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme, salivano al tempio in processione, ciascuno sventolando il lulav, piccolo mazzetto composto dai rami d i tre alberi: palme, mirti, salici. Spesso, attaccato al centro, c’era una specie di cedro, l’etrog, il buon frutto ch Israele unito rappresentava per il popolo.

Qui la folla, numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami degli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, agitandoli festosamente per rendere onore a Gesù, esclamando: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Osanna nell’alto dei cieli!”.Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso in Palestina, acclamato come solo ai re si faceva, scegliendo, però, l’asina e non il cavallo per il suo ingresso… un animale umile, servizievole, sempre al fianco della gente pacifica e lavoratrice. Del resto l’asino è presente nella vita di Gesù sin dalla sua nascita, nella stalla di Betlemme e nella fuga in Egitto della famigliola in pericolo.