Domenica delle Palme: i proverbi più noti e le frasi celebri della ricorrenza

Attorno alla Domenica delle Palme sono nati numerosi proverbi. Tra i più noti : “La domenica dell’olivo tutti gli uccelli hanno il nido, e la merla furbarella l’ha per aria e l’ha per terra, ma il colombo sciagurato non l’ha ancora cominciato”. Si dice: “L’olivo benedetto,  vuol trovar pulito e netto”; “La domenica dell’olivo, ogni uccello fa il suo nido”; “La palma benedetta, buone novelle aspetta”. Ed ancora: “Palma molle, Pasqua asciutta; Palma asciutta, Pasqua moll e”; “Quando si bagnano le palme, si bagnano anche l’ova”, “Se non piove il dì delle Palme, pioverà il dì di Pasqua”.Anticamente la Domenica delle Palme si chiamava, scherzosamente , “della frasca”, come attesta l’adagio: “Non è Pasca, non è Pasca. E’ Duminica de frasca”, così chiamata per l’ondeggiare delle palme che devono essere benedette.I contadini, invece, usavano dire: “Parma chiovus gregna gravusa- Parma n’fusa, gregna gravusa-Parma cinculusa, gregna gravusa. Essi , richiamando ad una superstizione metereologica, pronosticavano un buon raccolto di grano in caso di pioggia proprio la Domenica delle Palme.

A ben vedere, tutti proverbi ruotano attorno a due temi: il clima e la pulizia delle case …le cosiddette “grandi pulizie di Pasqua”. Alcune frasi celebri dei Papi sulla Domenica delle Palme: “Osanna al figlio di Davide! La Chiesa ripete oggi in tutta la terra queste parole con le quali la moltitudine, riunita a Gerusalemme per le feste pasquali, acclamò Gesù di Nazaret. La Chiesa chiama questo giorno Domenica delle Palme, in ricordo delle palme che gettarono gli abitanti di Gerusalemme e i pellegrini, al passaggio di Gesù, salutato con grande entusiasmo dalla folla” (Giovanni Paolo II); “La Domenica delle Palme è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, la settimana nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena” (Benedetto XVI).

“Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (cfr Lc 19,38), gridava festante la folla di Gerusalemme accogliendo Gesù. Abbiamo fatto nostro quell’entusiasmo: agitando le palme e i rami di ulivo abbiamo espresso la lode e la gioia, il desiderio di ricevere Gesù che viene a noi. Sì, come è entrato a Gerusalemme, Egli desidera entrare nelle nostre città e nelle nostre vite. Come fece nel Vangelo, cavalcando un asino, viene a noi umilmente, ma viene “nel nome del Signore”: con la potenza del suo amore divino perdona i nostri peccati e ci riconcilia col Padre e con noi stessi” (Papa Francesco).