Equinozio di Primavera: ecco cosa significa dal punto di vista climatico

L’Equinozio di Primavera è scattato ieri, 20 marzo, alle 17:15 ora italiana. In quel preciso istante, il centro del sole si trovava sulla proiezione in cielo dell’equatore terrestre, dando quasi la stessa quantità di giorno e notte in tutto il mondo.

Brian Brettschneider, climatologo dell’University of Alaska Fairbanks, ha fatto un po’ di chiarezza sull’Equinozio di Primavera, da molti confuso con il primo giorno della stagione primaverile.

Ecco cosa ha spiegato: “Non è il primo giorno di primavera, da un punto di vista climatico. È il 20° giorno di primavera. In termini climatici, la primavera è marzo, aprile e maggio nell’emisfero settentrionale. L’Equinozio di Primavera di per sé non significa nulla in termini di clima, ma è un punto di riferimento dell’energia solare. Ogni punto della Terra fondamentalmente ha circa la stessa quantità di luce nell’Equinozio di Primavera e possiamo usare questo dato come misura del contributo solare. Ma al di là di questo, non ha alcun significato climatico”.

Ma se abbiamo la stessa quantità di luce che avremo nel giorno dell’Equinozio d’Autunno, perché fa molto più freddo nell’Equinozio di Primavera?

Brettschneider ha spiegato: “Dipende da qualcosa nota come “sfasamento termico”. La Terra è costituita da circa ? di acqua oceanica e quest’acqua impiega molto tempo per riscaldarsi in estate. Quindi le temperature più calde spesso si verificano dopo il solstizio d’estate. Allo stesso modo, impiegano molto tempo a raffreddarsi dopo l’Equinozio d’Autunno. Il giorno più breve dell’anno con il minor contributo di energia solare è alla fine di dicembre e questo significa che la nuova energia solare impiegherà molto tempo per riscaldare le masse oceaniche dopo le fredde temperature invernali”.