Sono davvero numerosi i festeggiamenti dell’equinozio di primavera nel mondo. Tra i più importanti, un posto di prim’ordine va conferito alla feste induista di Holi, nota come festa dei colori, volta a celebrare il trionfo del bene sul male… un’occasione comunitaria per riunirsi, annullando le differenze di casta, con migliaia di persone in piazza tra canti, balli e polveri di pigmenti coloratissimi, misti ad acqua, gettati addosso. In molti paesi del Medio Oriente, Asia Centrale, Turchia, Albania e in alcune repubbliche ex sovietiche si svolge la Festa di Nawruz o Festa del nuovo giorno, dedicandosi alla pulizia dlle case, a buttare le cose vecchie per far spazio alle nuove, apprendosi al perdono, alla riconciliazione e al saldo di debiti. Si tratta di una festa risalente all’antico Impero Persiano, che oggi si protrare per 13 giorni. Come non citare la festa giapponese dell’Hanami? Sinonimo di “ammirazione di fiori di ciliegio”, risale alla dinastia Tang e vede riunirsi i giapponesi sotto gli alberi fioriti di ciliegio, per fare pic-nic tra sushi e birra.
Di notte, poi, l’Hanami si trasfoma in Yozakura, ossia nella “notte del ciliegio”. In Cina si tiene il Festival Qingming, del “Giorno puro e luminoso”, il 5 aprile. Si tratta di un’importante festa nazionale, in cui ci si dedica alla pulizia delle tombe, facendo ai defunti offerti di vino, riso, frutta, panini al vapore. Simbolo del Festival sono gli aquiloni, legati a piccole lanterne colorate. Tagliando la loro corda, si scaccerebbero le malattie.A Bali è tempo di Nyepi Day, Giorno del Silenzio, che chiude l’anno animista-induista, caratterizzato d maschere in bambù e cartapesta, rappresentanti le divinità Dewa e i demoni Butha Kala. La città sembra quasi disabitata, con negozi chiusi, niente gente per strada, niente luci, sino al giorno dopo quando hanno luogo danze, musiche e la famosa processione degli Ogoh Ogoh, con fantocci portati in spiaggia e bruciati per omaggiare gli dei, ricevendo, in cambio, serenità, armonia e la benedizione per il nuvo anno.
A Praga si tiene la Fiera di San Matteo, l’apostolo che, secondo una tradizione ceca, è colui che rompe il ghiaccio, vale a dire che chiude le porte all’inverno per spalancarle alla bella stagione; mentre in Bulgaria dopo Baba Marta (Nonna Marzolina), si tiene la festa Kukeri, per soli uomini, che indossano vestiti di pecora e campane di rame appese alle cinture, ballando e cantando per scacciare gli spiriti maligni invernali. A Chichen Itza, nello Yucatan, da non perdere lo spettacolo del tempio Maya di Kukulkan. Al tramonto, sulla scalinata nord, si disegna una trama di luci e ombre che creano l’immagine di un grande serpente piumato, creata dai triangoli invertiti sotto la luce che cade giù dai gradoni della piramide. Nel Regno Unito si festeggia Eostre, dea della produttività, alla quale ci si indirizza per un buon raccolto. Ogni anno l’equinozio di primavera, riunisce, come noto, prima dell’alva, druidi e pagani a Stonehenge, per accogliere il sole tra i megaliti.