Le morti legate all’abuso di farmaci sono diventate un importante problema di salute pubblica negli Stati Uniti negli ultimi due decenni. Tra il 2006 e il 2015 ci sono stati più di 515.000 decessi per overdose o altre cause correlate a medicinali. E in alcune parti degli Stati Uniti la situazione è più grave che in altre: lo dimostra il primo studio nazionale sulle differenze a livello di contea pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.
L’analisi ha mostrato che il tasso medio di mortalità per farmaci a livello di contea è di 16,6 decessi per 100.000 abitanti, ma in alcune zone si sono raggiunte le oltre 100 morti ogni 100.000. Utilizzando i dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), dell’Ufficio del censimento degli Stati Uniti, del dipartimento di Ricerca economica dell’agricoltura, dell’Agenzia per la ricerca e la qualità sanitaria e del Centro regionale del nord-est per lo Sviluppo rurale, lo studio evidenzia quali sono le aree a maggior rischio: ci sono grappoli di alti tassi di mortalità soprattutto nella zona degli Appalachi, in Oklahoma, nell’area sud-ovest del Paese e nella California settentrionale; grappoli di bassi tassi di mortalità si rilevano invece in alcune parti del Nordest, nella zona meridionale detta ‘Black Belt’, in Texas e nelle Grandi Pianure. Quanto alle variazioni all’interno di uno stesso Stato, il primato è del West Virginia.
In generale, i tassi medi di mortalità risultano significativamente più alti nelle contee con maggiori difficoltà economiche e familiari e nelle aree che dipendono economicamente dal settore minerario. Tassi molto più bassi nelle contee con una maggiore presenza di istituti religiosi, una percentuale maggiore di immigrati recenti e con economie dipendenti dall’occupazione del settore pubblico.
