Gli astronomi hanno scoperto che tutte le galassie ruotano una volta ogni miliardo di anni, indipendentemente dalle loro dimensioni. Il Prof. Gerhardt Meurer dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), ha dichiarato: “Non è una precisione da orologio svizzero. Ma indipendentemente dal fatto se una galassia sia molto grande o molto piccola, se potessimo sederci al limite del suo disco mentre gira, ci servirebbero circa un miliardo di anni per completare tutto il giro”.
Il Prof. Meurer ha spiegato che utilizzando semplici calcoli, si può dimostrare che tutte le galassie della stessa dimensione hanno la stessa densità interna media. Ecco le sue parole: “Scoprire questa regolarità nelle galassie ci aiuta davvero a comprendere meglio il meccanismo che le fa funzionare. Non si troverà una galassia densa che ruota velocemente, mentre un’altra della stessa dimensione ma di densità inferiore sta ruotando più lentamente”.
Meurer e il suo team hanno anche trovato la prova di stelle antiche che si estendono fino al limite delle galassie. Meurer ha dichiarato: “Sulla base dei modelli esistenti, ci aspettavamo di trovare una piccola popolazione di stelle giovani al limite dei dischi galattici che abbiamo studiato. Ma invece di trovare solo gas e stelle appena nate, abbiamo anche trovato una notevole popolazione di stelle più antiche insieme alla manciata di stelle giovani e di gas interstellare”.
Meurer ha continuato: “Questo è un risultato importante perché sapere dove finisce una galassia significa che noi astronomi possiamo limitare le nostre osservazioni e non sprecare tempo, impegno e potenza per l’elaborazione informatica sullo studio di dati che provengono da oltre quel limite. Quindi grazie a questo lavoro, ora sappiamo che le galassie ruotano una volta ogni miliardo di anni, con un bordo popolato da un mix di gas interstellare e stelle giovani e antiche”.
Meurer ha aggiunto che la prossima generazione di radio telescopi, come il prossimo Square Kilometre Array (SKA), genererà enormi quantità di dati e sapere dove si trova il limite di una galassia ridurrà la potenza di elaborazione necessaria per cercare tra i dati.
