Anche se in passato è stata abbastanza grande da inghiottire 3 Terre, la Grande Macchia Rossa di Giove si sta riducendo da un secolo e mezzo. Nessuno ha la certezza del tempo in cui la tempesta continuerà a contrarsi o se sparirà del tutto. Ma una nuova ricerca suggerisce che non è stato tutto in declino: la tempesta sembra aver aumentato la sua area almeno una volta lungo il cammino e sta crescendo in altezza man mano che diventa più piccola.
Amy Simon, esperta di atmosfere planetarie presso il Goddard Space Flight Center della NASA e autrice del nuovo documento, pubblicato in The Astronomical Journal, dichiara: “Le tempeste sono dinamiche ed è quello che osserviamo nella Grande Macchia Rossa. Cambia costantemente le sue dimensioni e la sua forma, così come i suoi venti”.

La prima osservazione che ha confermato la Grande Macchia Rossa è avvenuta nel 1831, ma non si ha la certezza se gli osservatori che in precedenza avevano visto una macchia rossa su Giove avessero visto la stessa tempesta. Le misurazioni delle dimensioni e dello spostamento della macchia vengono registrate almeno una volta all’anno dal 1878. Simon e i suoi colleghi hanno attinto a questo ricco archivio di osservazioni storiche e le hanno combinate con i dati dei veicoli spaziali della NASA, a cominciare dalle due missioni Voyager del 1979. In particolare, il team si è basato su una serie di osservazioni annuali di Giove condotte con l’Hubble Space Telescope della NASA come parte del progetto OPAL (Outer Planets Atmospheres Legacy).
Il team ha tracciato l’evoluzione della Grande Macchia Rossa, analizzandone le dimensioni, la forma, il colore e la velocità di spostamento. I nuovi risultati indicano che la macchia ha recentemente cominciato a spostarsi verso ovest più velocemente rispetto a prima. La tempesta rimane sempre alla stessa latitudine, trattenuta da correnti a getto verso nord e sud, ma gira intorno al globo in direzione opposta rispetto alla rotazione verso est del pianeta. In passato, si riteneva che questo spostamento fosse più o meno costante, ma nelle recenti osservazioni, il team ha scoperto che la macchia sta viaggiando molto più velocemente.
Lo studio conferma che la tempesta sta diminuendo in lunghezza dal 1878 e che è grande abbastanza da contenere solo una Terra a questo punto. Ma le registrazioni storiche indicano che l’area della macchia è cresciuta temporaneamente negli anni ’20.
Anche il colore della macchia si sta intensificando, diventando estremamente arancione dal 2014. I ricercatori non hanno la certezza del perché questo stia succedendo, ma è possibile che gli elementi chimici che danno il colore alla tempesta siano trasportati più in alto nell’atmosfera mentre le macchia si estende. Ad altitudini maggiori, questi elementi chimici sarebbero soggetti ad una maggiore radiazione UV e assumerebbero un colore più scuro.
In un certo senso, il mistero della Grande Macchia Rossa sembra solo rafforzarsi mentre la tempesta si contrae. I ricercatori non sanno se la macchia si ridurrà ancora un po’ e poi si stabilizzerà o se si disgregherà del tutto. Rick Cosentino, co-autore presso il Goddard, dichiara: “Se le tendenze che vediamo nella Grande Macchia Rossa continueranno, i prossimi 5-10 anni potrebbero essere molto interessanti da un punto di vista dinamico. Potremmo vedere rapidi cambiamenti nell’aspetto fisico e nel comportamento della tempesta e forse la macchia finirà per non essere poi così grande”.