La stazione spaziale cinese fuori controllo sta procedendo attraverso l’orbita terrestre bassa e il suo rientro nell’atmosfera terrestre è previsto tra il 30 marzo e il 2 aprile. La maggior parte di Tiangong-1 probabilmente brucerà nell’atmosfera, ma qualche migliaio di frammenti caldi e lacerati potrebbe sopravvivere e atterrare sulla superficie del nostro pianeta.
Come già scritto in altri articoli di MeteoWeb, le probabilità di essere colpiti da uno di questi detriti sono bassissime, circa un milione di volte inferiori alla possibilità di vincere la lotteria. Al momento, l’area di potenziale impatto della stazione spaziale cinese copre circa un terzo del nostro pianeta e la stragrande maggioranza di questa zona è acqua.

Il primo sono i rischi per la salute. La stazione spaziale sta trasportando materiali pericolosi che non sono sicuri per il contatto umano, inclusi serbatoi di carburante con una sostanza nociva all’interno, l’idrazina. Inoltre, poiché questo veicolo si distruggerà nel processo di rientro, qualunque cosa dovesse sopravvivere e arrivare al suolo potrebbe avere bordi taglienti e appuntiti.
Tuttavia, questo significa anche che prendere un pezzo di Tiangong-1 equivale ad un furto di proprietà del governo. Che ci crediate o meno, alcune persone sono finite in galera per questo motivo. Ecco cosa ha aggiunto Pearlman: “In seguito all’esplosione dello Space Shuttle Challenger della NASA nel 1986, ci fu un uomo della Guardia Costiera che conservò un detrito per 25 anni. Era il cuoco a bordo della nave che lavorava alle indagini. Quando i suoi compagni di marina stavano aiutando nel recupero dei pezzi, lui decise di usare un secchio per raccogliere un detrito che galleggiava sull’acqua e di tenerlo per sé. Lo conservò per 25 anni e poi lo inserì su eBay come “l’ultimo regalo di Natale”.
I detriti spaziali possono diventare un “souvenir” legalmente legittimo una volta che il governo di origine conclude ufficialmente le sue indagini. Fino a quel momento, se doveste trovarne uno, “la miglior cosa da fare è contattare le autorità locali. Loro contatteranno le autorità federali e provvederanno al recupero e alla restituzione al governo cinese”, conclude Pearlman.