La potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale per classificare virus sconosciuti ad un ritmo più rapido rispetto ai metodi tradizionali.
Simon Roux, dell’Istituto di Genomica del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe), ha addestrato i computer ad identificare il Dna dei virus: il 15 marzo scorso, ad una conferenza a San Francisco, ha presentato i risultati del suo lavoro, pubblicato su “Nature“, secondo cui l’Intelligenza Artificiale è riuscita a scoprire circa 6.000 specie di virus di cui si ignorava l’esistenza.
L’Intelligenza Artificiale è infatti in grado di individuare gli schemi genetici dei virus nascosti dentro immense quantità di dati.
In particolare Simon Roux ha addestrato i computer ad identificare le sequenze genetiche di una famiglia di virus detta Inovirus, che vive nei batteri e ne altera il comportamento: Roux ha elaborato un algoritmo con due gruppi di dati (805 sequenze genetiche di Inovirus conosciuti e 2.000 sequenze di altri virus e batteri) per consentire al computer di imparare a distinguere tra i due. L’Intelligenza Artificiale ha quindi rilevato 10.000 sequenze genetiche di Inovirus raggruppandole in specie: 6.000 erano ancora sconosciute.
