Dopo due settimane di intensi negoziati presso l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) è stato raggiunto il primo accordo della storia per ridurre le emissioni del trasporto marittimo e per eliminarle quanto prima in questo secolo.
La strategia identifica livelli di ambizione per il settore facendo notare che l’innovazione tecnologica e l’introduzione di carburanti e/o fonti di energia alternativi saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi dichiarati.
Più di 170 Paesi hanno deciso di: ridurre le emissioni di carbonio attraverso l’implementazione di ulteriori fasi dell’indice di efficienza energetica in materia di progettazione (EEDI); ridurre le emissioni di CO? per ogni attività di trasporto di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 2008, continuando nell’impegno verso una riduzione del 70% entro il 2050; ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 50% rispetto ai livelli del 2008 entro il 2050, con l’obiettivo, allo stesso tempo, di continuare gli sforzi per raggiungere il 100% entro la metà del secolo. La strategia include un percorso di riduzione delle emissioni di CO? coerente con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Nonostante alcune obiezioni specifiche, solo due Paesi (Arabia Saudita e USA) si sono opposti al testo in maniera assoluta.
Enemo Amaechi (Nigeria High Commission) ha commentato: “I cambiamenti climatici stanno avendo già degli effetti sulla Nigeria. Le emissioni di gas serra sono una minaccia reale. Una riduzione del 50% delle emissioni di CO? nel settore marittimo entro il 2050 va bene. Sappiamo che non sarà facile per noi in termini di impatto sul commercio, ma siamo pronti per andare avanti. Deve essere fatto”.
John Maggs (Seas At Risk): “Abbiamo un accordo importante e questo livello di ambizione richiederà un passaggio a livello di settore verso nuovi carburanti e tecnologie di propulsione, ma quello che succederà dopo è fondamentale. L’IMO deve muoversi rapidamente per introdurre misure che ridurranno le emissioni profondamente e velocemente a breve termine. Senza questo, gli obiettivi dell’Accordo di Parigi resteranno irraggiungibili”.
