Lo spazio non è così silenzioso come siamo portati a credere. A distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, avvengono scontri tra una coppia di buchi neri. Questo rilascia onde nello spazio-tempo, conosciute come onde gravitazionali. Ora gli scienziati della Monash University hanno sviluppato un modo per “ascoltare” questi eventi. Le onde gravitazionali provenienti dalle fusioni di buchi neri imprimono un suono caratteristico nei dati raccolti dai rilevatori di onde gravitazionali. Si prevede che la nuova tecnica sveli la presenza di migliaia di buchi neri precedentemente nascosti estrapolando i loro deboli suoni.
Lo scorso anno, in una delle più grandi scoperte astronomiche del XXI secolo, i ricercatori della LIGO e della Virgo hanno misurato onde gravitazionali da una coppia di stelle di neutroni in fusione. Nel 2015, invece, sono state rilevate per la prima volta le onde gravitazionali generate dalla collisione di due buchi neri, che hanno confermato la teoria della relatività generale di Einstein del 1915. Finora ci sono 6 eventi di onde gravitazionali confermati annunciati da LIGO e Virgo.

Secondo il Dott. Eric Thrane (ARC Centre of Excellence for Gravitational Wave Discovery (OzGrav) e Monash University), ci sono oltre 100.000 eventi di onde gravitazionali ogni anno che sono troppo deboli per essere rilevati da LIGO e Virgo. Le onde gravitazionali generate da queste fusioni si combinano per creare uno sfondo di onde gravitazionali. I ricercatori per anni hanno cercato di rilevare questo rumore di sottofondo e ora Thrane e il Dott. Rory Smith, entrambi parte del team che ha realizzato le scoperte del 2015 e del 2017, hanno sviluppato un nuovo modo per farlo.
I ricercatori hanno sviluppato simulazioni al computer di deboli segnali provenienti da buchi neri, raccogliendo masse di dati fino a quando non sono stati convinti che fossero deboli ma inequivocabili prove di fusioni di buchi neri. Smith è ottimista sul fatto che il metodo produrrà una rilevazione quando sarà applicato a dati reali. Si stima che il metodo sia mille volte più sensibile rispetto al passato.
Thrane ha dichiarato: “Misurare lo sfondo di onde gravitazionali ci permetterà di studiare popolazioni di buchi neri ad enormi distanze. Un giorno, la tecnica potrebbe permetterci di vedere onde gravitazionali provenienti dal Big Bang, nascoste dietro le onde gravitazionali generate da buchi neri e stelle di neutroni”. I ricercatori avranno accesso al nuovo supercomputer da 4 milioni di dollari, lanciato a marzo presso la Swinburne University of Technology. Il computer, chiamato OzSTAR, sarà utilizzato per cercare onde gravitazionali nei dati della LIGO.