Sta facendo discutere, in tutto il mondo, il caso del piccolo Alfie Evans, 23 mesi, colpito da una malattia definita misteriosa o sconosciuta. La storia del piccolo, nato a maggio 2016, è subito stata paragonata a quella di Charlie Gard, il bimbo inglese per il quale si erano mobilitati politici e difensori della vita ad ogni costo. Alfie non parla, non si lamenta, ma attorno a lui ruotano sofferenze, attese e speranze, specie dei suoi genitori Kate James e Tom Evans. Ma di cosa soffre Alfie? Di una patologia neurodegenerativa rara, nota come epilessia mioclonica progressiva; caratterizzata dalla comparsa di crisi convulsive sem pre più peggiorative, e da mioclono, brevi e involontarie contrazioni di un muscolo o di un gruppo di muscoli, spesso stimolati dal movimento, da luci lampeggianti, da certi suoni o da stress.La diagnosi si basa sulla storia familiare del paziente, sul quadro clinico, su esami strumentali e sul test genetico, con ricerca di mutazioni dei geni coinvolti. Si, perché esistono due forme di questa patologia: una più lieve, detta Unverricht-Lundborg, caratterizzata da mutazioni del gene EPM1, localizzato sul cromosoma 21, che codifica per la proteina cistatina B… forma, questa, associata non a deficit cognitivo ma a fotosensibilità e atassia; e una forma più grave, di tipo 2 (EPM2) o di Lafora, dovuta a difetti in 2 geni localizzati sul cromosoma 6 (EPM2A e EPM2B).
