Scene da film catastrofico quelle vissute nella pura realtà dai passeggeri del volo 1380 Southwest Airlines: prima l’esplosione di un motore, poi la caduta libera, il finestrino che viene infranto, una passeggera risucchiata nel vuoto.
Il velivolo era decollato da mezz’ora decollato alla volta di Dallas, ed è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza a Philadelphia, senza riuscire a evitare il tragico bilancio di un morto e 7 feriti. A bordo viaggiavano 144 passeggeri e cinque membri dell’equipaggio.
L’incidente è scaturito dall’esplosione del motore sinistro: un pezzo di quest’ultimo ha rotto un finestrino e secondo diversi testimoni una passeggera seduta vicino è stata parzialmente risucchiata all’esterno al momento dell’atterraggio, avvenuto dopo che l’aereo aveva perso pressione in modo repentino e intenso. E’ stato riferito che almeno altri tre passeggeri sono intervenuti per trascinarla dentro. Subito dopo l’esplosione l’aereo ha perso quota: è passato da 30.000 piedi a 13.000 piedi nel giro di soli 5 minuti, e l’intera discesa verso Philadelphia è durata 15 minuti. Tra i passeggeri, inutile dirlo, è stato il panico.

L’incubo e finito non appena l’aereo è riuscito ad atterrare, grazie alla perizia dei piloti.
Si tratta del primo incidente aereo mortale dal 2009 negli Stati Uniti.
“Pensiamo che parti del motore si siano staccate“, ha indicato nel corso di un punto stampa Robert Sumwalt, presidente federale per la sicurezza dei trasporti Ntsb, che ha definito l’incidente – per il momento – un “guasto al motore“. La compagnia si è detta “profondamente rattristata nel confermare che c’è stato un morto a seguito di questo incidente“. “Noi abbiamo attivato il nostro team per le emergenze e messo in campo tutte le risorse necessarie per sostenere quanti sono colpiti da questa tragedia“, ha aggiunto
