Il paracetamolo è uno dei farmaci più comuni utilizzati per curare dolore o febbre durante la gravidanza ed è considerato sicuro per gli umani. Tuttavia, vanno accumulandosi le prove sulle sue proprietà neurodistruttive: studi precedenti hanno dimostrato che la somministrazione a lungo termine di basse dosi di paracetamolo potrebbe influenzare lo sviluppo del sistema nervoso del feto e che questo effetto è spesso osservato anni dopo l’esposizione, durante l’infanzia.
Ora i ricercatori della facoltà di medicina dell’Hebrew University hanno condotto una meta-analisi per valutare la possibile associazione tra la prolungata esposizione al paracetamolo in gravidanza e il rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) e di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

Considerate le notevoli limitazioni degli studi esistenti, i ricercatori ritengono che i risultati dovrebbero essere interpretati con cautela, poiché potrebbero provocare ansia ingiustificata tra le donne in dolce attesa. È importante comprendere che dolore e febbre in gravidanza possono avere effetti nocivi sullo sviluppo del feto e che il paracetamolo è ancora considerato un farmaco sicuro da usare in gravidanza. Quindi, se una donna incinta ha febbre e/o dolore, il paracetamolo può essere assunto per un breve periodo di tempo e se febbre e dolore continuano, è meglio consultare il proprio medico per quanto riguarda i trattamenti futuri.