Gli scienziati dell’University of Waterloo hanno sviluppato un nuovo strumento per proteggere le donne dalle infezioni dell’HIV. Lo strumento è un impianto vaginale che riduce il numero di cellule che il virus dell’HIV può colpire nell’apparato genitale femminile. A differenza dei metodi convenzionali per la prevenzione dell’HIV, come profilattici e farmaci, l’impianto sfrutta la naturale immunità al virus di alcune persone.
L’HIV infetta il corpo danneggiando le cellule T che sono mobilitate dal sistema immunitario quando il virus entra nel corpo. Quando le cellule T stanno a riposo e non tentano di combattere il virus, non vengono infettate e il virus non può essere trasmesso tra le persone. Quando le cellule T restano a riposo, si parla di quiescenza immunitaria.
Emmanuel Ho, professore della facoltà di medicina presso l’University of Waterloo, ha spiegato: “Sappiamo che alcuni farmaci assunti per via orale non raggiungono mai il tratto vaginale, quindi questo impianto potrebbe fornire un modo più affidabile per incoraggiare le cellule T a non rispondere all’infezione e quindi impedire la trasmissione in maniera più sicura ed economica. Quello che non sappiamo ancora è se questa può essere un’opzione autonoma per impedire la trasmissione dell’HIV o se possa essere utilizzata al meglio in combinazione con altre strategie di prevenzione. Puntiamo a rispondere a queste domande con ulteriori ricerche”.

L’impianto di Ho è ispirato da precedenti studi su prostitute in Kenya, dove è stato osservato che queste donne avevano rapporti sessuali con clienti positivi all’HIV ma non contraevano il virus. I ricercatori hanno poi scoperto che le donne avevano cellule T che erano naturalmente quiescenti.
Ho ha aggiunto: “Con questa osservazione, ci siamo chiesti se era possibile indurre farmacologicamente la quiescenza immunitaria con un trattamento che raggiunge il punto dell’infezione. Rilasciando il farmaco proprio dove necessario, abbiamo sperato di aumentare le possibilità di indurre la quiescenza immunitaria”.
L’impianto è costituito da un tubicino e da due bracci pieghevoli per tenerlo in posizione. Contiene idrossiclorochina che viene sparsa lentamente attraverso il materiale poroso del tubicino e assorbita dalle pareti del tratto vaginale. Testato su modelli animali, il team ha osservato una notevole riduzione dell’attivazione delle cellule T, che significa che il tratto vaginale dimostrava uno stato di quiescenza immunitaria.