Uno sguardo inedito al Medioevo attraverso l’occhio acuto della tecnologia. E’ una Bologna ricostruita attraverso una perfetta sintesi tra il rigore storico e la quotidianità quella raccontata dal nuovo museo che aprirà i battenti questo fine settimana all’ombra delle Due Torri, il Museo Realtà Virtuale ‘La macchina del tempo’. Nato dall’esperienza del Museo della storia della città di Palazzo Pepoli, che l’anno scorso ha registrato oltre 17 mila visitatori, la macchina del tempo è un progetto di realtà virtuale unico in Italia, interamente dedicato alle esperienze Vr (Virtual Reality), che guidano il visitatore indietro nel tempo fino al Medioevo, perfettamente ricostruito grazie alla tecnologia Windows Mixed Reality e Acer. A raccontare la Bologna del Medioevo sono oltre 100 personaggi parlanti che interagiscono fra loro, botteghe popolate da persone impegnate nella quotidianità, modelli di edifici e materiali, ed episodi e scene che cambiano con il mutare del tempo e del clima. “Descrivere a parole ‘La macchina del tempo’ è un’impresa ardua – spiega Massimo Sinigaglia, co-founder con Silvia Tugnoli del progetto – per fortuna qualcuno a Bologna sa già di che cosa si parla. Mi riferisco ai circa 17.000 visitatori dello scorso anno, i quali hanno provato con almeno due dei cinque sensi (vista e udito, ci stiamo attrezzando per il tatto, evitando per ovvie ragioni l’olfatto) un’esperienza decisamente coinvolgente, nella quale si viene letteralmente catapultati in un Medioevo tanto verosimile quanto emozionalmente accattivante. Oggi diamo una grande notizia, ovvero l’apertura di un museo interamente dedicato a questa esperienza, che da sabato 21 aprile sarà aperto a due passi dalle Torri, in via Zamboni 7”.
“La percezione di ‘essere dentro’, circondati dalla realtà virtuale di uno scenario accuratamente ricostruito, (la Bologna del XIII secolo) suscita all’inizio stupore, stimolando poi quel ‘senso del fantastico’ che tutti noi ci portiamo dentro – continua Sinigaglia -. L’anno scorso si puntava a raggiungere il binomio: serietà storica ed ‘effetto wow’. Oggi, con la versione 2.0 del museo, che comprende personaggi parlanti, scene notturne alla luce delle torce, voli tra le torri in un suggestivo tramonto e scrosci improvvisi di pioggia, l’obiettivo è l’effetto Flow, che si verifica quando la mente è completamente immedesimata e assorbita, al punto che il mondo moderno sbiadisce e ci si trova sospesi nel tempo, con la sensazione di essere veramente un cittadino medievale”. Oltre all’esposizione sulla Bologna medievale, poi, a maggio ‘Macchina del Tempo’ ricostruirà il Canale di Reno nel XVIII secolo e, in anteprima in Italia, offrirà la possibilità di sperimentare modalità di fruizione innovative, tra cui la condivisione dell’esperienza collettiva tra più visitatori”.
