La Grande Isola delle Hawaii è alle prese con il disastro delle eruzioni del vulcano Kilauea quasi da due settimane che, senza una fine in vista e con la minaccia di eruzioni esplosive dal cratere Halemaumau, potrebbero diventare anche un disastro economico.
Gli affari sulla Grande Isola sono già stati colpiti duramente da numerose cancellazioni. Alcune, dichiarano le autorità, sono dovute alla confusione: i visitatori non sanno che le eruzioni stanno avvenendo in una zona rurale e relativamente isolata. Altre, invece, sono dovute alla chiusura dell’Hawaii Volcanoes National Park, una delle maggiori attrazioni turistiche della Grande Isola, resa necessaria dalla crescente attività vulcanica. Una cosa è certa: il calo del turismo si sta già avvertendo.
Le autorità riportano che altre attrazioni turistiche hanno dovuto chiudere battenti oppure licenziare gli impiegati a causa del calo negli affari. E tale calo è stato ancora più improvviso e inaspettato per compagnie sulle coste di Kona e Kohala, località ad oltre 160 km dall’attività vulcanica! “Un evento come questo può influenzare un’intera comunità, sia che si faccia parte dell’industria del turismo o meno. Avrà delle ripercussioni ovunque, poiché le persone cominciano a perdere ore e lavoro, quindi spenderanno meno denaro”, fanno sapere da un’azienda che ha già perso il 30% degli incassi nel mese di maggio.

Da una società di rafting locale fanno sapere che la decisione “è un grande colpo per la comunità. I commercianti e tutte le aziende contano molto sulle visite delle crociere, quindi è devastante quando decidono una cosa simile”.
Sono ormai 21 le fratture che si sono aperte nel suolo dall’inizio delle eruzioni, il 3 maggio. Da allora, la lava ha distrutto circa 37 strutture, di cui 27 sono abitazioni, e costretto all’evacuazione migliaia di persone. Le autorità ora temono imminenti eruzioni esplosive che scaglierebbero cenere e rocce di diverse tonnellate a diversi chilometri di altezza.