Un nuovo studio dell’Università di Messina ha esaminato i fattori di rischio coinvolti nella comparsa precoce e nella gravità dell’obesità nei bambini. Come sottolinea il Dott. Domenico Corica, autore dello studio, tra i fattori di rischio sono stati individuati una storia familiare di obesità, pressione sanguigna alta, livelli lipidici alti, diabete di tipo 2 e malattie coronariche.
Corica ha aggiunto: “Abbiamo anche dimostrato che il problema dell’obesità infantile non è semplicemente correlato ad un aumento del numero delle diagnosi, ma anche alla gravità dell’obesità nei bambini più piccoli. Se questa obesità persiste nel tempo, questi bambini avranno un rischio più alto di sviluppare complicazioni cardiovascolari e metaboliche in età adulta”.

In accordo con studi precedenti, i ricercatori hanno dimostrato che una storia familiare di obesità aumenta il rischio di obesità infantile. Inoltre, se genitori, fratelli e nonni soffrivano di malattie cardiovascolari e metaboliche, aumentava la probabilità di una comparsa precoce e la gravità dell’obesità.
Corica ha concluso: “Vorrei sottolineare che abbiamo scoperto che i bambini più gravemente obesi, anche quelli che erano molto piccoli, mostravano resistenza all’insulina. Questa è una scoperta molto importante che sottolinea la necessità di programmi di assistenza precoce che coinvolgano operatori sanitari, scuole e altre istituzioni governative, principalmente per modificare lo stile di vita – per esempio, abitudini alimentari, attività fisica, tempo davanti allo schermo – dei bambini obesi e delle loro famiglie”.
Anche se lo studio ha coinvolto molti bambini, in un’ampia fascia di età, i pazienti erano tutti del sud Italia, quindi Corica spera di estendere queste ricerca anche in altre aree.
