L’esplorazione interplanetaria da oggi passa attraverso la Sardegna. Al Radiotelescopio di San Basilio è stato inaugurato il Sardinia Deep Space Antenna (SDSA) dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che offrirà supporto alle missioni nello spazio, dialogando con i satelliti, in un sistema che coinvolge soltanto 5 infrastrutture del genere al mondo: quella di San Basilio è una delle più all’avanguardia.
Il Sardinia Deep Space Antenna, sperimentata nei mesi scorsi, è stata inaugurata oggi: si entra quindi in un gruppo ristretto, coordinato dalla Nasa, per le missioni verso le nuove frontiere dello spazio, anche preposto alla tutela e alla sicurezza del traffico dei satelliti.
Presenti alla cerimonia di inaugurazione Roberto Battiston, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana, William Gerstenmaier, amministratore associato della Nasa, rappresentanti dell’Istituto nazionale di astrofisica, Regione Sardegna e Università di Cagliari.
“Con Sdsa, Sardegna, Italia e Europa entrano con forza nelle reti di telecomunicazioni in spazio profondo in cui si possono raccogliere dati emessi dalle grandi missioni interplanetarie, ma anche telecomandare i satelliti che stanno esplorando il sistema solare. La Sardegna si mette al centro di una rete mondiale che ha basi dappertutto, dall’America all’Australia,” ha dichiarato il presidente Battiston.
Il programma più ambizioso a coinvolgere SDSA è quello relativo alla missione ExoMars 2020, che prevede le perforazioni del suolo di Marte alla ricerca di forme di vita sul Pianeta rosso: l’antenna sarda contribuirà con la precisione dei suoi strumenti e con il suo “orecchio” da 64 metri quadrati.
GIORNATA STORICA PER LA SARDEGNA – “È una giornata molto importante per la Sardegna”, dice il vicepresidente della Regione Raffaele Paci. “Crediamo molto nel settore dell’aerospazio, l’abbiamo sostenuto dal primo momento, abbiamo investito tanto e continuiamo a farlo, e la presenza qui di Asi, Nasa, Esa, Inaf, JPL (Jet Propulsion Laboratory), delle altre Agenzie spaziali, che credono in questa struttura e nelle sue potenzialità, dimostra che la strada è quella giusta. La Sardegna oggi entra in un network mondiale che, sono sicuro, porterà importanti ricadute economiche, occupazionali e di sviluppo in tutto il territorio”. Un “club esclusivo”, come l’ha definito il presidente dell’ASI Roberto Battiston, che ha spiegato come da oggi in poi il ruolo del Radiotelescopio non sarà più solo quello di osservare e ascoltare l’universo ma anche di interagire con i satelliti lanciati nello spazio per riportare dati anche in funzione di nuove missioni interplanetarie e lunari.
COME FUNZIONA L’SDSA – Il Sardinia Deep Space Antenna condivide con Sardinia Radio Telescope una parte delle dotazioni ma ha un suo equipaggiamento e un centro di controllo specifico per comunicare con i veicoli spaziali. È diventato ufficialmente operativo nell’ambito del Deep Space Network della Nasa, ma fornirà servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee. È nato grazie ad accordi tra Asi e Inaf e a uno specifico accordo Asi-Nasa che ne assicura l’utilizzo in una molteplicità di missioni interplanetarie in collaborazione con JPL. Il suo debutto è stato legato alla fase finale della missione della sonda Cassini nel sistema di Saturno, il cui tuffo finale è stato seguito in diretta mondiale proprio attraverso il Radiotelescopio di San Basilio.
LA POLITICA DELLA REGIONE PER IL SETTORE AEROSPAZIO – Per il Radiotelescopio di San Basilio, realizzato dall’Inaf in collaborazione con ASI, Regione, Miur e Università, la Regione ha investito oltre 20 milioni di euro. Ma non solo: per sostenere e far crescere le imprese che operano nell’aerospazio, sono stati investiti oltre 12 milioni di euro. “Bandi che hanno avuto un successo enorme, con domande di finanziamento che hanno superato di molto la dotazione disponibile tanto che abbiamo aggiunto altri soldi per garantire il finanziamento di tutti i progetti idonei. Questo dimostra che è un settore che sta crescendo molto e che, come si vede dai progetti presentati ai bandi, sta riuscendo a passare dalla fase di ricerca pura a quella di ricaduta sul territorio, e questo è un passaggio fondamentale perché è quello che può portare sviluppo e posti di lavoro”, spiega Paci. “Continueremo a lavorare per sostenere l’aerospazio, insieme all’Universita e all’Inaf, perché la sinergia è fondamentale e ci ha permesso di arrivare all’importante risultato di oggi”.
