In riferimento al recente boom dei “test del DNA” il Garante della Privacy, Antonello Soro, ha dichiarato all’Adnkronos Salute che “è opportuno riflettere bene prima di condividere in rete i dettagli del proprio patrimonio genetico. Il Dna può rivelare le sfumature più intime della persona e dei suoi familiari nonché del loro presente, passato e futuro“. Il mercato dei test del Dna “fai da te” nel 2017 ha contato ben 12 milioni di persone che hanno condiviso i propri dati genetici solo negli Stati Uniti.
Inoltre, “le ‘indagini genetiche fai da te’, offerte online da società commerciali anche nell’ambito di servizi di social networking, suscitano legittimi interrogativi sulla loro reale affidabilità, non solo dal punto di vista delle garanzie in termini di protezione dei dati personali e di corretto utilizzo dei campioni raccolti per eseguire il test, ma anche in termini di validità medico-scientifica dei risultati“, spiega il Garante della Privacy all’Adnkronos Salute. “Alla superficialità e alla scarsa consapevolezza degli utenti si contrappongono gli interessi economici, qualche volta opachi, dei gestori delle piattaforme digitali, generalmente stabilite al di fuori dell’Unione europea, alle quali fino a poco tempo fa non erano applicabili le nostre regole sulla circolazione e la protezione dei dati genetici. Con il Regolamento europeo questo scenario è però destinato a cambiare, perché la nuova disciplina estende il proprio ambito di tutela anche alle società extraeuropee che offrono, sia pure gratuitamente, beni e servizi a tutti gli individui che si trovano nell’Unione“.
