Gli uragani che si intensificano rapidamente – una caratteristica di quasi tutti gli uragani più potenti – ora lo fanno più velocemente rispetto a 30 anni fa. Mentre sono in gioco molti fattori, la causa principale è un fenomeno naturale che influenza la temperatura delle acque dell’Atlantico, dove gli uragani si stanno rafforzando, secondo gli scienziati del Pacific Northwest National Laboratory americano e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).
La formazione delle potenti tempeste dello scorso anno – come Harvey, Irma, Jose e Maria – ha portato gli scienziati ad analizzare più da vicino il processo di rapida intensificazione. Questo si verifica quando la velocità massima del vento in un uragano aumenta di almeno 46 km orari circa entro un periodo di 24 ore. Si tratta di un rituale per quasi tutti gli uragani potenti, compresi i 4 grandi del 2017.

Diversi fattori svolgono un ruolo nella rapida intensificazione di un uragano, come la temperatura della superficie dell’oceano, l’umidità, le caratteristiche delle nuvole, il calore contenuto nell’oceano e la direzione del vento. Tra i fattori che contribuiscono maggiormente all’aumento rispetto agli ultimi 30 anni, la quantità di calore contenuto nello strato superiore dell’oceano e il wind shear, ossia la variazione orizzontale o verticale dell’intensità e/o della direzione del vento.
Ma il principale fattore responsabile di questo aumento è l’AMO, l’oscillazione multidecadale atlantica. L’AMO regola il ciclo della temperatura delle acque del Nord Atlantico, con ogni periodo che dura solitamente un decennio o oltre. Il ciclo si verifica per ragioni che gli scienziati ancora non comprendono, ma ha grandi effetti sull’ambiente (per esempio, svolge un ruolo importante nel determinare il calore contenuto negli oceani, fattore importante che rinforza gli uragani).
L’AMO è stata “positiva” dalla fine degli anni ‘90, generando acque più calde. Mentre la rapida intensificazione storicamente si è verificata più spesso nell’Atlantico occidentale, non è qui che il team ha scoperto l’aumento degli ultimi 30 anni. Il fenomeno, invece, si sta rafforzando nell’Atlantico centrale ed orientale, ossia la stessa area in cui l’AMO crea acque più calde e aumenta il calore contenuto nell’oceano.
Questo è proprio il corridoio dove si sono rafforzati rapidamente gli uragani Irma, Jose e Maria.