Lunedì 12 giugno è iniziata la seconda campagna di Scavi della missione italo-inglese presso l’area del Santuario di Apollo dell’antica città di Halaesa, nel territorio di Tusa (ME).
Le attività di scavo avranno la durata di sei settimane (fino al 20 luglio) e sono dirette dall’Università di Messina (Prof. Lorenzo Campagna) e dall’Università di Oxford (Prof. Jonathan Prag), in collaborazione con il Museo delle tradizioni silvo-pastorali di Mistretta e la Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina.
Il coordinamento scientifico sul campo è a cura del Dott. Alessio Toscano Raffa, ricercatore del CNR-IBAM di Catania ed ai lavori prenderanno parte più di quaranta unità tra dottorandi, archeologi specializzati e studenti dei due Atenei, oltre che studenti di diverse Università italiane e straniere.

La città di Halaesa fu uno dei centri più importanti della Sicilia ellenistico-romana ed è caratterizzata da diversi resti monumentali, tra cui l’agorà/foro, le fortificazioni, le ricche case a peristilio.
Il Santuario di Apollo rappresenta l’area sacra più importante della città antica, posta lungo l’estrema propaggine Nord del sito, laddove si può identificare l’acropoli di Halaesa. I resti del tempio furono parzialmente individuati negli anni Cinquanta del secolo scorso dall’archeologo Gianfilippo Carrettoni e già lo scorso anno le attività della Missione italo-inglese hanno consentito di ripulire e rilevare gran parte dell’alto podio realizzato in blocchetti e di mettere in luce la fronte orientale della struttura templare che insiste su di esso. Dallo scavo provengono diversi elementi delle decorazioni architettoniche dell’edificio e sono stati individuati anche i piani pavimentali che si sviluppavano intorno al podio e al tempio, realizzati con grandi laterizi e molto ben conservati. Diversi elementi, inoltre, suggeriscono la presenza di altri edifici templari che dovrebbero affiancare quello già individuato.
Per restare sempre informati si possono seguire le pagine social della Missione, quotidianamente aggiornate sulle attività di scavo, in particolare https://www.facebook.com/HalaesaProject/.
L’equipe è composta da:
Lorenzo Campagna (Unime), Jonathan Prag (Uni Oxford), Alessio Toscano Raffa (CNR-IBAM Catania), Marta Venuti(Unime), Marco Miano(Unime), Andrea Sottile (Unime), Francesco Giuliano (Unime), Gaetano Molino (Unime), Sara Bonanno(Unime), Francesco Parrotta(Unime), Maria Cardullo (Unime) , Francesca Mammoliti (Unime), Simone Bonanzinga (Unime), Alessandra Francesca Calcò (Unime), Chiara D’Andrea (Unime), Valeria Inglese (Unime), Andrea Morabito (Unime), Federica Palumbo (Unime), Carlotta Villari (Unime), Stella Rendina (Oxford), Elle Sharman (Oxford), Ruairì Matheson-Kiernan (Oxford), Denise Miebach (Oxford), Varaidzo Kativhu (Oxford), Huw Robinson (Oxford), Agigail Allan (Oxford), Chris deLisle (Oxford), Alexandra Grindley (Oxford), Will Christofi (Oxford) , Rosie Von Spreckelsen (Oxfordù), Elle Sharman (Oxford), Katie Manby (Oxford), Alexandra Papadopoulos (Oxford), Denise Miebach (Oxford), Huw Robinson (Oxford), Agigail Allan (Oxford), Chiara Cerrone (Uni Torino), Claire Challancin (Uni California), Jessica Bartolomeo (Uni Neuchatel), Leonora Saliju (Uni Ginevra), Caterina Cifalà (Uni Firenze), Francesco Saverio Modica (Uni Catania), Martina Campailla (Uni Catania), Rita Vassallo (Uni Catania), Annalisa Gambino (Uni Catania), Matteo Roccuzzo (Uni Catania), Davide Gennaro (Uni Palermo), Federica Traina (Uni Palermo), Giuseppina Borzellino (Uni Palermo), Francesco De Gaetano (UniPisa).
Molto soddisfatto il Vicesindaco Angelo Tudisca che è stato il primo a credere che il futuro del sito archeologico non poteva che passare dalla collaborazione con le Università: “Siamo orgogliosi di ospitare per ben 6 settimane professori e studenti di numerose università straniere ed italiane tutti impegnati a continuare le indagini già condotte nei mesi di Giugno-Luglio 2017 per verificare il potenziale storico-archeologico dell’area di Alesa e di dare chiarezza delle antiche vestigia del Tempio di Apollo e del suo temenos. Nel mese di luglio per ben tre settimane, invece, ad Halaesa saranno impegnati gli studenti delle Università francesi di Amiens e Poitiers continueranno inizieranno gli scavi già iniziati negli anni 2016 e 2017. A giorni dovremmo concludere una convenzione con l’Università di Palermo per procedere allo scavo nella zona di Castel di Tusa in prossimità del centro di documentazione del territorio”.
