Un gruppo di ricerca di geologi del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe) ha scoperto il meccanismo di regolazione della temperatura del pianeta nella regione in cui si forma il magma.
“La nostra scoperta svela un comportamento inaspettato che limita la produzione dei magmi a seguito del raffreddamento provocato dalla fusione di una parte minoritaria del mantello terrestre (le pirosseniti) in competizione con la fusione della roccia ospitante (le peridotiti). Questo meccanismo coinvolge milioni di chilometri cubi di roccia nella fascia compresa tra i 40 e 100 km di profondità sotto le dorsali oceaniche dove si formano i magmi basaltici e la nuova crosta oceanica. Lo stesso meccanismo è attivo nella sorgente dei vulcani continentali per i quali il nostro studio fornisce una chiave di interpretazione delle fluttuazioni nel tempo dell’attività magmatica. L’attività vulcanica controlla inoltre il clima del pianeta sul lungo periodo. Lo studio temporale di una sequenza magmatica come quella descritta nella nostra ricerca contribuisce perciò al riconoscimento del contributo del vulcanesimo alle fluttuazioni climatiche nelle ere geologiche,” spiegano Daniele Brunelli e Anna Cipriani di UniMoRe.
