L’Agenzia Spaziale Italiana festeggia 30 anni e guarda al futuro: ecco le prossime sfide, da Marte a Mercurio

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), fondata il 30 maggio 1988, ha celebrato oggi il suo 30° anniversario con un evento l’Auditorium nella sede di Roma di Via del Politecnico, con la presenza delle più importanti figure dell’industria e della ricerca italiana.

L’ASI è un ente pubblico nazionale vigilato dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca, che opera in collaborazione con diversi altri dicasteri. Si è affermata come uno dei più importanti attori mondiali sulla scena della scienza spaziale, delle tecnologie satellitari, dello sviluppo di mezzi per raggiungere ed esplorare il cosmo. L’ASI ha oggi un ruolo di primo piano tanto a livello europeo, dove l’Italia è il terzo paese che contribuisce maggiormente all’Agenzia Spaziale Europea, quanto a livello mondiale. Ha infatti uno stretto e continuo rapporto di collaborazione con la NASA, che la porta a partecipare a molte delle più interessanti missioni scientifiche degli ultimi anni. Uno dei progetti più affascinanti è la costruzione e l’attività della Stazione Spaziale Internazionale, dove gli astronauti italiani sono ormai di casa.

Grazie all’attività dell’ASI, la comunità scientifica italiana ha ottenuto negli ultimi decenni successi senza precedenti nel campo dell’astrofisica e della cosmologia, contribuendo tra l’altro a ricostruire i primi istanti di vita dell’Universo, compiendo passi fondamentali verso la comprensione del fenomeno dei gamma ray bursts e delle misteriosi sorgenti di raggi gamma. L’ASI ha dato inoltre importanti contributi all’esplorazione spaziale, costruendo strumenti scientifici che hanno viaggiato con le sonde NASA ed ESA alla scoperta dei segreti di Marte, Giove, Saturno. E in tutte le principali missioni pianificate per i prossimi anni – da Venere alle comete, fino ai limiti estremi del nostro Sistema solare – ci sarà un pezzo di Italia.

Oltre che studiare l’Universo, dallo spazio si può osservare la Terra per prevedere e prevenire – ad esempio – disastri ambientali, assicurare rapidi interventi nelle aree di crisi, misurare gli effetti del cambiamento climatico. Anche in questi campi l’Italia è all’avanguardia con sistemi come Cosmo Sky-Med, fiore all’occhiello dei programmi ASI rivolti alla conoscenza del nostro pianeta.

L’Italia, attraverso l’ASI e l’industria italiana, continua anche una tradizione di ricerca nella propulsione spaziale, in particolare come leader del programma europeo VEGA, il piccolo lanciatore di progettazione italiana.

Oggi però lo spazio non è solo più uno straordinario settore della ricerca. E’ anche un’importante opportunità economica. Il mercato delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare – solo per citare un campo applicativo – è in continua espansione e l’ASI, con la sua esperienza nella costruzione messa in orbita di satelliti, opera perché l’Italia sia pronta a coglierne le occasioni.

Dalle domande fondamentali sulla comprensione dell’universo, sull’origine della vita, fino alla sperimentazione di nuove tecnologie, lo spazio appare oggi più che mai il luogo da cui partire per ampliare l’orizzonte culturale dell’uomo, far crescere la sua consapevolezza e garantire un futuro migliore sulla Terra. Grazie all’ASI, l’Italia è in prima fila in questa esemplare impresa umana.

Le prossime sfide dello spazio italiano

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Copyright: ESA/JAXA–G.Murakami

Alcuni dei progetti futuri cui guarda l’Agenzia Spaziale Italiana sono stati ricordati oggi in occasione del 30° anniversario: si va dalla prima missione europea su Mercurio, BepiColombo, che sarà lanciata nell’autunno 2018, al primo sbarco di un robottino europeo su Marte con Exomars 2020, passando per un nuovo osservatorio per la caccia alle onde gravitazionali dallo spazio, Lisa, programmato nei prossimi 20 anni.

A 30 anni dalla sua fondazione, l’Asi si è ritagliata un ruolo da protagonista nelle scienze spaziali, nelle tecnologie satellitari con Cosmo SkyMed e nell’esplorazione dell’universo. Basti pensare ai 7 astronauti italiani, alla missione Cassini su Saturno, con cui l’Asi ha operato alla pari con la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea, alla Stazione Spaziale Internazionale, per metà made in Italy, o al lanciatore Vega e alla quotazione in borsa dell’azienda che lo realizza, l’Avio“, ha spiegato il presidente Roberto Battiston.